"Le sue poesie, così amare e così cariche di ricordi di una terra amatissima e sofferta, mi fanno capire l'anima nascosta della Calabria, la sua antica civiltà e anche il mal vivere che ogni tanto si manifesta".

Mario Rigoni Stern


"Le poesie di Pasqualino Bongiovanni, così amare e così cariche di ricordi di una terra amatissima e sofferta, mi fanno capire l’anima nascosta della Calabria, la sua antica civiltà e anche il mal vivere che ogni tanto si manifesta. Per lui è ancora duro viverci lontano, è ancora tutto dentro l’imprinting: ricordo quando venne quassù nel “profondo Nord” con la sua malinconica tristezza. Ora, a Roma, certamente sarà cambiato anche a livello culturale, ma ancora il suo paese è dentro di lui, le sue poesie me lo dicono".

Mario Rigoni Stern



"Il giovane poeta di Lamezia Terme fa in modo che le sue poesie profumino delle tipicità del sud, dei suoi colori e delle sue ricchezze, della fierezza e dei drammi di una terra che trasuda storia. La poesia, parente stretta della preghiera, illumina ciò che è nascosto nell’anima delle cose e ne scorge la filigrana per indicarla a coloro che vogliono conoscere veramente. Belle poesie a cui abbandonarsi per conoscere la Calabria chiudendo gli occhi e aprendo l’anima".

Tonio Dell'Olio, Responsabile Libera Internazionale.


"Vi era, vi è ancora - e Bongiovanni ne è un valido rappresentante - una poesia “meridionale” che ha connotati suoi ben riconoscibili, non solo e non tanto per le tematiche “sociali” (che, se abusate, potrebbero riuscire stucchevoli e di maniera), ma proprio per il tipo di approccio lirico alle cose, che sono guardate con un disincanto venato di triste tenerezza quando si riconosce ad esse di non poter essere altro di quello che sono, pur se il loro essere quello che sono è un’ansia amara di voler essere altro. Così, in questo tipo di poesia, che è la sua, e che si pone “a sud delle cose”, l’abbandono lirico non è ripiegamento intimistico, ma arrendevolezza suadente e sapiente di un “io” più esteso, corale o forse anche “panico”.

Alessandro Centinaro



"Pasqualino Bongiovanni: Poeta che stempera la sua malinconia in uno spento fatalismo di stampo, io credo, tutto meridionale…Ma Poeta di cui si avverte, e ben chiaro, il fruscio di un afflato ispirativo che coinvolge e lega, soprattutto laddove egli, scabro come la sua Terra, più si abbandona agli immaginosi aneliti della sua anima inquieta…”

Medardo Macori, poeta


“I suoi versi raccontano mestamente il mondo contadino, la gente umile, gli affetti, le campagne, il sud. Si sente odore di nostalgia, forte ed insistente. Poesie intrise di malinconia, di memorie, di fatti quotidiani, che disegnano i tratti più inquietanti della vita meridionale o quelli più drammatici, tristi e rassegnati”.

Maria Murone
, giornalista.


“…Tutti concordi nel confermare una certa corrispondenza con la poetica di Franco Costabile, caparbiamente però mantenuta a distanza e non senza mostrare spiccate qualità strettamente personali; doti inedite nella maniera di comporre e di guardare le cose. La prospettiva: il Sud. Un grandangolo privilegiato – seppur faticoso da sostenere e da affrontare – attraverso il quale, il giovane Pasqualino Bongiovanni che a Roma insegna letteratura italiana, traduce la sua visione del mondo.”

Caterina Misuraca
, giornalista.


“Poeti lametini e poeti calabresi, insieme per un viaggio. Un viaggio interiore, o nella memoria, nel tempo o nello spazio, non importa. Comunque un viaggio.
E’ stato questo il filo conduttore di una serata speciale, in occasione della “Giornata mondiale della poesia”. Le poesie della serata sono state scelte dal giovane poeta lametino Pasqualino Bongiovanni. Una selezione che non ha la presunzione di essere esaustiva, ma di favorire un clima di interesse intorno alla poesia calabrese, e di spronare giovani non solo a scrivere, a uscire fuori, a non vergognarsi a esprimere i propri sentimenti…..per promuovere valori che si contrappongono a molti valori meno positivi della società”.


Cinzia Guadagnuolo, giornalista.


Ho ragione di ritenere che ci sia, in sintesi e più ingenerale, quel “male del Sud” che s’impossessa dicoloro che dal Nord hanno la fortuna (direi io) diassaggiare il calore umano e climatico, i sapori delnutrimento per il corpo e per l’anima, la luce e lemeraviglie di un qualsiasi autentico Sud del mondo,nonostante tutte le sue contraddizioni e le sue povertà.“A sud delle cose” è solito sollecitarci il poeta diLamezia Terme, Pasqualino Bongiovanni, ricordando il titolodella sua premiata, recente raccolta di liriche.

Domenico Lanciano, giornalista




Nota 1:

"Solo quando il poeta meridionale si è sollevato dalla condizione di semplice cantore della propria terra ed è penetrato, con i propri temi, in quella sfera che riguarda temi e sentimenti universali, solo allora ha superato i confini di una costretta geografia letteraria. E’ stato il caso di Sinisgalli, di Quasimodo e di pochi altri. E crediamo che sia il caso di Pasqualino Bongiovanni, giovane e già noto poeta lametino che con la sua raccolta “A sud delle cose” compie un percorso nel cuore della sua terra e, in forme e modi simultanei, arriva dentro al cuore di ogni terra e di ogni singolo uomo".



Anna Stella Scerbo, giornalista

Nota 2:

"Il giovane poeta di Lamezia Terme fa in modo che le sue poesie profumino delle tipicità del sud, dei suoi colori e delle sue ricchezze, della fierezza e dei drammi di una terra che trasuda storia. La poesia, parente stretta della preghiera, illumina ciò che è nascosto nell’anima delle cose e ne scorge la filigrana per indicarla a coloro che vogliono conoscere veramente. Belle poesie a cui abbandonarsi per conoscere la Calabria chiudendo gli occhi e aprendo l’anima".

Tonio Dell'Olio, Responsabile Libera Internazionale.

Nota 3:

"Pasqualino Bongiovanni, giovane poeta calabrese, nella raccolta "A sud delle cose" vive la sua poesia e la fa vivere, attraverso la parola, il suono, la perfetta unione tra significante e significato, nella sintesi colta saussurrianamente nel segno, che va a fermare un tempo reale, tattile e quasi verbo-visivo, per efficacia e sintesi di parola scalpellata a bulino, atta a restituire immagini sull’onda del disagio che vivono i personaggi chiave delle sue poesie" (...)"anche quando lo scandaglio affonda inesorabilmente nella vicenda storico-sociale-individuale, il discorso si eleva ad alto livello e si fa paradigma dell’umana avventura di tutti gli uomini del Sud."

Lia Bronzi in Letteratura Italiana - Poesia e narrativa dal Secondo Novecento ad oggi (Bastogi, 2007),