"Le sue poesie, così amare e così cariche di ricordi di una terra amatissima e sofferta, mi fanno capire l'anima nascosta della Calabria, la sua antica civiltà e anche il mal vivere che ogni tanto si manifesta".

Mario Rigoni Stern


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La poesia “Natale” è un omaggio del poeta italiano Pasqualino Bongiovanni ad Aicha Chenna, la straordinaria donna marocchina che da venticinque anni, a Casablanca, tramite la sua Association Solidarité Féminine, aiuta con grande amore e passione le ragazze madri in difficoltà. L’omaggio ad Aicha Chenna diventa così un omaggio a tutte le ragazze madri che ancora oggi, nel mondo, sono costrette a vivere la maternità in maniera assai problematica. L’opportunità di apprezzare questa poesia in diverse lingue, e quindi di poterla condividere in maniera più ampia, si deve alla generosa disponibilità e al prezioso contributo di Jacqueline Naville Salemi, Antonietta Specogna, Piera Mercuri, Giuseppe Villella, José Carcione, Mario Aiello e Francesca Viscone.

The poem “Natale (Christmas)” is a tribute of the Italian poet Pasqualino Bongiovanni to Aicha Chenna, the extraordinary Moroccan Woman who since the 1980’s in Casablanca, through her Association Solidarité Féminine, has been helping all the single mothers in troubles, with great love and dedication. Thus, the tribute to Aicha Chenna becomes a homage to all the single mothers who, still today, all over the world, are forced to live maternity in a very troubled way. The opportunity to appreciate this poem in different languages, and so to share it in the widest way, has been possible thanks to the generous helpfulness and the invaluable contribution of Jacqueline Naville Salemi, Antonietta Specogna, Piera Mercuri, Giuseppe Villella, José Carcione, Mario Aiello e Francesca Viscone.

Nota 1:

"Solo quando il poeta meridionale si è sollevato dalla condizione di semplice cantore della propria terra ed è penetrato, con i propri temi, in quella sfera che riguarda temi e sentimenti universali, solo allora ha superato i confini di una costretta geografia letteraria. E’ stato il caso di Sinisgalli, di Quasimodo e di pochi altri. E crediamo che sia il caso di Pasqualino Bongiovanni, giovane e già noto poeta lametino che con la sua raccolta “A sud delle cose” compie un percorso nel cuore della sua terra e, in forme e modi simultanei, arriva dentro al cuore di ogni terra e di ogni singolo uomo".



Anna Stella Scerbo, giornalista

Nota 2:

"Il giovane poeta di Lamezia Terme fa in modo che le sue poesie profumino delle tipicità del sud, dei suoi colori e delle sue ricchezze, della fierezza e dei drammi di una terra che trasuda storia. La poesia, parente stretta della preghiera, illumina ciò che è nascosto nell’anima delle cose e ne scorge la filigrana per indicarla a coloro che vogliono conoscere veramente. Belle poesie a cui abbandonarsi per conoscere la Calabria chiudendo gli occhi e aprendo l’anima".

Tonio Dell'Olio, Responsabile Libera Internazionale.

Nota 3:

"Pasqualino Bongiovanni, giovane poeta calabrese, nella raccolta "A sud delle cose" vive la sua poesia e la fa vivere, attraverso la parola, il suono, la perfetta unione tra significante e significato, nella sintesi colta saussurrianamente nel segno, che va a fermare un tempo reale, tattile e quasi verbo-visivo, per efficacia e sintesi di parola scalpellata a bulino, atta a restituire immagini sull’onda del disagio che vivono i personaggi chiave delle sue poesie" (...)"anche quando lo scandaglio affonda inesorabilmente nella vicenda storico-sociale-individuale, il discorso si eleva ad alto livello e si fa paradigma dell’umana avventura di tutti gli uomini del Sud."

Lia Bronzi in Letteratura Italiana - Poesia e narrativa dal Secondo Novecento ad oggi (Bastogi, 2007),